Pensieri folli.

12.10.2021
Il genio è riuscire a coniugare
Memento audere semper” con “Memento mori

14.9.2021
Il modo migliore per approcciare il pensiero di un filosofo non è quello in cui ci si appropria delle sue risposte, ma quello in cui si fanno propri i suoi dubbi, alimentandoli e accrescendoli.
Quando si hanno risposte preconfezionate l’intelletto si assopisce, i dubbi pungolano il pensiero.

09.9.2021
Per quanto sia la felicità quello che cerco, per essa non rinuncerei a nessun momento della mia tristezza. Perché questi sono semi amari che, piantati e coltivati con cura, danno quel frutto che chiamiamo comprensione della vita.

08.9.2021
Leggendo mi capita, quindi, di legare argomenti molto distanti tra loro come una frase famosa di Orazio e un concetto quasi incomprensibile di Heidegger.

Pensavo alla locuzione latina che ritroviamo nelle Odi di Orazio “Carpe diem”, la quale viene quasi sempre tradotta con un “afferra l’attimo”. Questa traduzione non rende onore alla profondità del pensiero del filosofo, che voleva semplicemente consigliare di preoccuparsi poco per il futuro, del quale poco si conosce, e di concentrarsi sulla bellezza dell’oggi. Una traduzione, che squalifica ogni interpretazione che riguardi l’approfittarsi, il cogliere l’occasione al volo, prendere il treno che passa e cose simili, potrebbe essere “afferra l’oggi”.
Risulta interessante un’analisi sul concetto di “attimo”, coinvolgendo il pensiero di Heidegger. L’attimo è il presente per quando riguarda il prendersi cura in maniera autentica (che possiamo semplificare dicendo che l’autenticità è un cercare di comprendere se stessi, al netto dell’influenza del mondo in cui si è gettati – un Sì verso il Ci).
La differenza, per il filosofo tedesco, tra attimo ed istante è sostanziale. Non è solo una questione quantitativa di tempo che fugge, ma di tempo vissuto nella consapevolezza di cosa sia la propria autenticità.

07.9.2021
Noi comprendiamo le cose e le persone che incontriamo solo se in esse ritroviamo un qualcosa che appartiene alle nostre categorie mentali.

Anche il chiedersi “a cosa mi serve?” nasce e si completa nel chiuso di dette categorie, che utilizziamo anche per definire i nostri obiettivi. A proposito di obiettivi e della meschinità di ognuno di essi, nei limiti imposti dal ricorrere ad un esempio, possiamo dire che la loro grandezza è sempre un qualcosa legato alla quantità, ad un qualcosa che può essere accresciuto, all’accumulare, raramente alla qualità o all’approfondimento. Da Alessandro Magno e Cesare a Napoleone e Hitler, ad esempio, non è possibile non notare che il concetto di “essere un grande uomo” passava per l’estensione del territorio che si dominava, non del come – cosa che potremmo attribuire ad un Pericle o ad un Marco Aurelio, -senza essere esposti a feroci critiche.

Diciamo, a volte, che il frequentare una persona può arricchirci culturalmente, cosa poco diversa dall’arricchimento economico, sebbene suoni in maniera più elegante, meno veniale.
Tranne in rari casi, tutti siamo visti come utilizzabili.
Le buone maniere obbligano alla recita, al rispetto del ruolo assegnato dalla comunità o, al limite, a quello imposto da colui che ha intenzione di utilizzarci. Meglio si recita più alto è il “premio” che si riceve.

29.8.2021
Perché la filosofia si è occupata dell’essere e del non-essere di Parmenide e non del pieno e vuoto di Democrito? Avremmo avuto qualche santo in meno ma qualche premio Nobel in più.

22.8.2021
Di quanto scritto nei libri che leggo comprendo solo il 10%, di questa parte riesco a utilizzare nella mia vita solo un terzo.
Ma in verità è quanto accade nelle cose di cui ci prendiamo cura in natura. Non seminiamo il grano solo per utilizzare quella piccola parte rappresentata dei semi?

21.8.2021
La differenza tra erudizione e cultura?
La prima è un cumulo di informazioni ed è utile solo allo scopo di essere esibita.
La cultura si sottrae ad ogni tentativo di misurarla, non appare. Si avverte la sua presenza solo quando mostra tolleranza.

19.8.2021
Prima o poi morirò, non chiedetemi come faccio a saperlo.
Spero di essere riuscito a lasciarmi alle spalle la mediocrità e che mi venga riconosciuto quel tanto desiderato “poco più che mediocre”.

10.8.2021
Ma davvero credete che per la mediocrità della quale è capace il genere umano, un Dio si sia scomodato per creare Inferno e Paradiso?

08.8.2021
Il pensiero della morte ci impegna al punto da non lasciarci un po’ di tempo per vivere.

05.8.2021
Sie viviamo l’oggi in relazione al domani, l’idea che quest’ultimo non sia cosa garantita può sconvolgere e tanto più quanto più misero è l’oggi rispetto ai sogni che riguardano il domani.
Tre sono le possibili cure: la pazzia, la cultura e la fede.

01.07.2021
Che cosa allontana di più l’uomo da se stesso se non quella cattiva abitudine di cedere al bisogno di stare insieme ad altre persone?

29.05.2021
Come quando, chiuse tutte le vie di fuga, siano esse fisiche o mentali, scompare la paura e si affronta il nemico o il pericolo con lucido coraggio, così nella malattia senza più speranza di cura o nella vita senza il pensiero rivolto ad un futuro trascendente, si ritrova il piacere di vivere, si impara a godere dell’istante.

15.05.2021

L’essere umano vive nel tempo.
Nell’adesso ha la semplice presenza ma è nel futuro che realizza la propria esistenza. Il futuro, con le sue possibilità, dà senso alla sua vita.
La differenza tra prigionia e schiavitù risiede nel fatto che la prima ha nel suo futuro la possibilità di libertà, la seconda non ne ha, è una sorta di immutabile presente.
Possibilità non è certezza, perché tra le tante, nel futuro, solo una si avvererà.
Il pensiero dell’uomo lavora su queste possibilità, e solo una ha la probabilità assoluta di accadere: la morte. È un’idea che ossessiona. Per mitigarla valuta qualsiasi opzione, anche le meno probabili, quali sono le divinità. Purtroppo le abbiamo provate tutte, senza grandi risultati.

04.05.2021
Nella sua teoria evoluzionistica pre-darwiniana, Charles Bonnet aveva considerato il divino come unico essere perfetto. Gli uomini e gli animali evolvevano in un cammino che li faceva tendere a quell’essere supremo, senza possibilità alcuna di colmare quella infinita distanza tra il loro stato imperfetto e quello divino.
Ecco! Nel momento in cui si considera un ente assoluto, con caratteristiche non presenti in natura, gli esseri viventi non possono che essere tutti imperfetti, sebbene per gradi diversi e in questa fitta scala di gradazione ci sarà sempre la possibilità di guardare qualcuno dall’alto in basso.

01.05.2021
Da bambino credevo che esistesse un vecchio che, nonostante la presenza di miei familiari e del cane, riuscisse ad entrare in casa, lo faceva una volta l’anno, e lasciasse doni il cui valore era proporzionale alla mia condotta, almeno quella degli ultimi due o tre mesi. Nei casi più gravi- nel suo giro che faceva a bordo di una slitta, che stentavo a capire cosa fosse – non si presentava affatto.
Mi chiedevo come ottenesse tutte le informazioni che gli servissero, nei minimi dettagli, per prendere decisioni così importanti – perché la differenza tra un trenino e una pistola, per un ragazzino, è una questione vitale.
Capisco che la sua presenza ritornasse utile ai miei genitori  che, per almeno 3 mesi, avevano un potente strumento di controllo su di me. Anche riguardo quello che facevo quando nessuno poteva vedermi. L’idea di un babbo natale era da sviluppare meglio. Magari lo si poteva pensare anche in grado di infliggere punizioni, non solo di premiare – e comunque non solo i bambini. I grandi potrebbero subire pene eterne, in luoghi spaventosi, magari inizierebbero a comportarsi anche quando nessuno li vede.
Ma in attesa che qualcuno raccolga il suggerimento c’è da puntare il dito contro madre natura, per la sua pessima gestione sui dati della privacy.

25.04.2021
Hannah Arendt disse che ” pensare è il dialogo tra sé e se stessi“. Ma occorre dire che questo non è un semplice colpire e rimandare concetti. Ad ogni tocco si lascia il segno e il concetto progredisce, altrimenti sarebbe un semplice esercizio mnemonico.

21.04.2021
La metafisica sfugge alla ragione e in questo suo sottrarsi somiglia all’inconscio. Questi provano una simpatia reciproca, si attraggono, comunicano tra di loro. La metafisica si accorda all’inconscio, suona nella stessa tonalità; si struttura e si conforma sulla base delle sue necessità, delle paure che in questo prendono vita. Dalla loro copula nascono fantasmi, demoni, l’essere e le divinità.

07.04.2021
> Che bello che è!
> Vero! Ma perché sei triste?
>  Perché so che durerà poco.
>  Allora non sprecare nemmeno un istante, ché le cose che durano poco hanno un grande valore.

23.03.2021
Quando iniziai a fumare sentivo dire spesso che “una cosa era gustare e l’altra degustare”. L’una era mirata al piacere, l’altra era esercizio tecnico, accademico, da non confondere con il piacere.
Un po’ come andare in bici in discesa e godersi il vento sul viso, invece che sudarsi una salita.
Per quelli come me, che provano piacere nell’approfondire gli argomenti, le salite sono sfide che si preferiscono alle discese e, comunque, le discese più belle sono quelle lungo le quali ci si lascia andare dopo aver concluso una ripida salita.

 

22.03.2021
Oggi si ha più bisogno di apparire che in passato e questo ci espone al giudizio altrui. Non si dovrebbe mai giudicare qualcuno per il suo modo di apparire. Questo perché chi vuole apparire non si cura dei pensieri di chi, con le unghie delle dita, prova a grattare la biacca sul suo volto. Occorrerebbe mostrare la propria essenza, senza temere di essere giudicati perché nessuno è capace di giudicare l’essenza, semmai l’apparenza. Occorrerebbe avere più coraggio di essere, semplicemente, senza quel bisogno di apparire, ché la vita non è un teatro. Sembra tale solo perché, oramai, tutti indossiamo una maschera. 

17.03.2021
L’essere umano, anzi no! l’uomo, aveva bisogno di dare un senso alla propria esistenza, ecco perché dio lo ha creato e posto al centro dell’universo, perché tutto esistesse per l’uomo.
La scienza no! Questa non pone l’uomo al centro dell’universo.
Questo aspetto rappresenta, probabilmente, la discordanza maggiore tra scienza e religione.

16.03.2021
Il dolore che proviamo per le tragedie altrui segue una legge simile a quella della forza gravitazionale:
è inversamente proporzionale al quadrato della distanza.

05.03.2021
e se dicessi che l’infinito non esiste?
Se ci pensiamo un po’ su troveremmo tre ambiti in cui l’infinito può avere senso
Religione, matematica e fantasia.
Ai confini dell’universo ci si arriva con la fisica, un misto tra matematica e fantasia avvalorate da prove di laboratorio…
Per superare questi confini, però, occorre la fede fornita dalla religione: una sorta di fisica priva di matematica, che non prevede prove di laboratorio.

02.03.2021
– Cos’è il tempo?
– Dipende. Fin dove vorresti spingerti per saperlo?
– Che strano. La risposta ad una domanda non è unica e dipende? Dipende da me?
– Certo! Capita sempre così quando c’è la psiche di mezzo. Dal sigaro a dio. Tempo incluso. E’ sempre così. Ma parliamo di quello che esiste anche fuori dalla fantasia. Dicevi del tempo…

01.03.2021
Nelle prime pagine del libro di Feynman “QED” si legge:
“ciò che è comprensibile a uno sciocco, è comprensibile a tutti gli altri”.
Io non somiglio a Feynman, nemmeno in questi miei sogni, ma se credete che si debba essere dei geni per imparare a degustare dovreste prima riscoprire il piacere di sognare.
Se non sapete da dove iniziare? Be’, mettetevi comodi e abbiate pazienza.

26.2.2021
Il sigaro: uno tra gli strumenti di introspezione più belli, utilizzato invece come oggetto ornamentale.

25.2.2021
dio ci ha dato l’istinto e le pulsioni, affinché sopravvivessimo.
Poi ci ha dato la ragione affinché questa le tenesse a bada.
Ma solo una ragione mediocre ha un volontà sufficientemente forte da tenere le pulsioni a bada.

24.2.2021
Le grandi opere musicali come i grandi libri, i grandi quadri, i capolavori della musica classica, non appartengono all’autore.
Non bisognerebbe mai chiedersi, nel leggerle, ascoltarle o contemplarle, che cosa volesse dire chi le ha realizzate. Queste opere appartengono all’umanità, non per il messaggio che veicolano, ché hanno sempre qualcosa da dire, ma per quella scintilla, che portano in sé, capace di dar vita ad una nuova cultura, di trasformarne una esistente.

Così accade per i grandi sigari. Non appartengono a chi li ha realizzati, ma alla civiltà, alla cultura che li ha fatti propri e in essi ha isolato un bagliore di luce.

22.2.2021
Se dico qualche banalità tipo: “la vita è troppo breve per non fumare sigari di qualità” tutti d’accordo con me.
Se provo a spiegare cos’è un sigaro di qualità molti si sentono offesi.

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