L’uomo e i suoi simboli- C. G. Jung

Più di una volta ho condotto ricerche su Jung, per comprendere se mi sarebbe potuto piacere e per individuare il titolo dal quale iniziare. Ogni volta, però, mi ritraevo, considerando la materia troppo specifica o per qualche altra ragione inconscia che non volevo ammettere, quale potrebbe essere la mia avversione per le filosofie orientali.
Nel mio girovagare mi sono avvicinato all’ermetismo rinascimentale, Giordano Bruno in particolare, e sono rimasto incuriosito dal concetto di simbolismo, che avevo già incrociato in alcune letture di Galimberti e poi approfondito con Cassirer. Mi imbatto, nelle mie continue ricerche, in questo testo e scopro che è l’unico che lo psichiatra svizzero abbia realizzato a scopo divulgativo, voluto per introdurre alle sue teorie.

L’introduzione spiega come il giornalista americano Freeman convinse Jung a scrivere questo libro e quali condizioni quest’ultimo impose. Jung scrisse solo il primo capitolo, nel quale introduceva il concetto di inconscio. Gli altri cinque capitoli, godibilissimi e decisamente interessanti, furono realizzati da altri conoscitori della materia, da lui indicati.
Sfogliando queste pagine non si può che restare affascinati dalla sconfinata cultura di Jung. Anche se, come me, non si ha alcun interesse nei meccanismi dell’analisi terapeutica (non che io non ne abbia bisogno), la lettura fornisce una miriade di spunti per approfondimenti: si spazia dalla mitologia alla filosofia, dalla magia alla fisica, dall’esoterismo alle filosofie orientali, dall’antropologia all’alchimia. Non v’è ambito che l’autore non abbia approfondito personalmente e che esponga in maniera affascinante.

Si comprende da subito che la storia della Cultura non può rinunciare a nulla, nemmeno a ciò che nel tempo abbiamo abbandonato, come potrebbe essere la magia.
Il simbolo è lo strumento comunicativo che utilizza l’inconscio e, per armonizzare coscienza ed istinto, occorre familiarizzare con esso. Nel farlo si compie, ad ali spiegate, un viaggio ad alta quota su luoghi che sarà impossibile non desiderare di visitare.
Attraverso lo studio dell’inconscio, poi, si comprende come il singolo sia legato con i propri avi e, ripercorrendo il cammino al contrario, con tutti gli altri individui. Questo legame, questo inconscio collettivo, che tanto ricorda il concetto di Anima Mundi, che da Platone ha raggiunto il Rinascimento, o quello di Etere Luminifero che si pensò essere necessario per l’elettromagnetismo, fa comprendere quanto abbiamo in comune con ogni altro essere umano, anche di altre culture e popoli.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: